Posted by on 14/04/16 in InEvidenza, Sci Alpinismo | 0 comments

Magica Sassa!

Bionaz, 14 aprile 2016

Partiti con ritardo controllato (un modo elegante per dire che non avevamo voglia di alzarci prestissimo!), per via delle previsioni meteo che davano un notevole ribasso termico, andiamo ad affrontare il bellissimo e nascosto vallone della Sassa, ben sapendo che occorre portare gli sci a spalle fino al pianoro del Grand Chamen. Infatti … poco meno di 2 km di portage e poi via.

Neve ben trasformata sotto, con un centimetro di fresca. Ci addentriamo nel vallone ancora in ombra, nonostante non sia poi tanto presto. Un solitario avventuriero sale il vallone della Tsa. Noi rimaniamo coerenti alla nostra scelta e puntiamo diretti il lunghissimo e nascosto vallone della Sassa. Il vento previsto non è così impetuoso come da previsioni meteo e la cosa un po’ ci fa piacere ma, d’altro canto, ben sappiamo che vista l’assenza del freddo pronosticato, la neve mollerà più di quanto sperato.

Man mano che si sale, aumenta la neve fresca. Vicino al bivacco siamo intorno ai 7-8 centimetri, sul fondo duro. Il versante destro del vallone (sinistra orografica), ha più neve. Scegliamo di salire verso il colle, salendo sopra le rocce, tutto a sinistra, sotto i risalti rocciosi delle Becche Blanchen. Il traverso non è ghiacciato e, suddivisi a distanza di sicurezza, nell’unico punto da valutare con una certa attenzione, entriamo sul ghiacciaio Orientale della Sassa. Qui la neve fresca varia tra i 10 ed i 20 cm, in base alla azione eolica. Con la dovuta fatica, per la quota e per la neve fresca, raggiungiamo il colle senza nome, appena sopra il Colle della Sassa, appena sotto lo scivolo che introduce la ripida salita per il Colle Blanchen.

Il vento è ormai quasi assente e le temperature si alzano repentinamente. Fino a quando rimaniamo sul ghiacciaio, sciamo su bellissima neve farinosa, su appoggi duri. Molto bello anche lo scivolo ripido sotto al bivacco, fino al pianoro sottostante. Qualche centimetro di neve fresca su fondo ancora bello duro.

Gli ultimi metri di dislivello, per tornare al Grand Chamen, sono da “dimenticare”. Neve improvvisamente pesantissima e, quel centimetro di neve fresca trovata la mattina presto, fa effetto colla, con la neve sottostante, sporca della sabbia del Sahara, caduta con il passaggio della penultima perturbazione.

Non si può avere tutto! Dove contava, la neve è stata grandiosa. Certo che le alte temperature del pomeriggio avranno rovinato i pendii del ghiacciaio e quelli fino a quota 2400 mt. A noi è andata bene: siamo capitati il giorno giusto. Meteo perfetto, panorama grandioso, soprattutto dalla minuscola finestra del Colle della Sassa (3250 mt), e vento poco fastidioso. Ci è andata bene, molto bene!